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(a cura di Antonio Sacco)

Con il nuovo singolo Deep Space, i Matt Bianco inaugurano una fase artistica rinnovata che conferma la capacità della storica sigla britannica di evolversi senza tradire la propria identità. Il brano rappresenta una svolta significativa: per la prima volta nella recente produzione, la voce solista non è quella di Mark Reilly — qui presente esclusivamente come musicista e direttore artistico — ma della cantante e performer Betty Black, protagonista assoluta del progetto.

Deep Space si inserisce nel solco del pop-jazz sofisticato che ha reso celebri i Matt Bianco fin dagli anni ’80, ma lo aggiorna attraverso una produzione contemporanea dalle tinte elettroniche, pulsazioni morbide e un’atmosfera sospesa tra modernità e cinema notturno.
Il risultato è un brano che dialoga con il presente, pur conservando la cifra stilistica del gruppo: eleganza, cura del dettaglio e un approccio internazionale al suono.

La scelta di affidare la parte vocale a Betty Black rappresenta uno degli elementi più rilevanti del singolo. Artista dal profilo cosmopolita — londinese di nascita, cresciuta in Africa, formata a Toronto e attiva sulla scena dance britannica — Black porta in dote un timbro ricco, sensuale e pieno di sfumature soul, capace di aggiungere profondità e carattere all’intera composizione.

La cantante, elogiata da figure di rilievo come Keb Darge, Snowboy, Craig Charles e Bluey (Incognito), non si limita a interpretare il brano: lo attraversa e lo definisce, rendendolo immediatamente riconoscibile. La sua performance vocale è il fulcro emotivo di Deep Space, elemento che conferisce identità e coerenza al progetto.

Sul piano produttivo, il pezzo mantiene un legame discreto con la tradizione elettronica inaugurata dal compianto Mark Fisher, tastierista e co-architetto del suono dei Matt Bianco per oltre trent’anni. Nella struttura del brano si percepiscono ordine, pulizia e un minimalismo sofisticato che richiamano il suo approccio, pur senza cadere nella mera citazione nostalgica.

Deep Space non è solo un singolo, ma una dichiarazione di identità e continuità.
Con Betty Black al centro della scena vocale e Mark Reilly impegnato nella costruzione musicale, i Matt Bianco riaffermano la propria vocazione internazionale e la capacità di dialogare con linguaggi sonori attuali.

Il risultato è un brano elegante, maturo e immersivo, che conferma ancora una volta come il progetto Matt Bianco continui a essere un riferimento credibile nel panorama del jazz-pop contemporaneo.

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